“del tempo che passa”, tu – Sul tetto.

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E’ che c’era l’odore dei platani, o di quegli alberi con i fiori rosa nelle tue foto. I centri sociali, le sezioni dei partiti di destra, e quei posti che devono piacerti tanto. I palazzi alti, rossi. Il mio stomaco stretto, e tutto questo cercarti, per vederti anche solo un pò, e dirti le parole che ho dimenticato.
Questa piazza piccola, gli alberi che fanno ombra, e le antenne sui terrazzi piatti. Vorrei essere lì sopra, seduti accanto, e vorrei arrivassero le otto.
Stasera salgo da solo sul mio – se riesco – a pensare a un titolo per il libro che parla di te, poi se mi capita di pensarti, magari te lo dico.
Ps. mi piacerebbe che fossi qui.
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