Chi se ne frega.

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Viaggio sotto metri di neve per venirti a cercare. Sorvolo nuvole bianche di cielo. Mi bagno di piogge che infliggono ricordi pieni zeppi di dolore.
Sono sempre andato ogni oltre. ho sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo. Non ho mai fermato passi se non per capire dove stavo andando, ma in maniera svelta, un occhiata veloce, niente di più.
Ho avuto blocchi, momenti di inadeguatezza che mi porto ancora addosso.
Mi sono incazzato, per ragioni futili, e per ragioni serie, che mi hanno fatto male.
Ho preso in mano la neve che era appena caduta, e l’ho tirata in faccia ai problemi. Li ho distrutti così, facendo qualcosa. Ho rincorso strade bianche e altre piene di buche che sapevo già mi avrebbero fatto male ai piedi. Ho mangiato panini alle cinque del mattino, sorrisi a colazione, e visto dei cuori buoni, ma arresi, e di quei cuori buoni ho capito quasi tutto, e a sentire invece ho sentito tutto. A volte manca il coraggio, e se solo sapessi quanto è la cosa più stupida del mondo non averlo. Quanto è dolce il rischio di non avercela fatta.
Ho acceso di nuovo qualche luce nel mio vecchio magazzino, e tra la penombra delle vecchie lampadine penzolanti senza nessun contorno ora vedo pareti di mattoncini invecchiati, messi con cura uno sopra all’altro, in maniera paziente e con coscienza, in alcuni punti si notano i miei momenti di smarrimento, in altri i miei momenti di perdizione, ma il risultato sta comunque in piedi.
Che alla fine è quello che dovremmo provare a fare, rimanere in piedi.

Ho lasciato impronte, sul viale bianco che porta di fronte alla mia casa, e sulla strada che porta a giorni che non riesco a immaginare.

Paura, e sabbia.
Dolcezza, e tranquillità.

Amaro in bocca per questo mio modo di sentire.
Felicità, per questo mio modo di camminare.

Basta parole. Basta.
Basta.
E ben tornate, parole.
Basta. Mi siete mancate.

Ché come è sempre stato dalle mie parti, l’unico modo per sapere che sarà è svegliarsi.

E se c’è da lasciarsi cadere nel vuoto di queste parole scomposte, come è sempre stato dalle mie parti, io salto.
E dell’atterraggio.. come è sempre stato dalle mie parti, chi se ne frega.

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