Esco. Alle cinque.

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Ho deciso che più tardi esco un pò, pensavo di uscire a fare qualche scatto, ma aspetto la luce delle cinque. Che di solito è quella giusta. E’ un pò che non faccio foto, credo sia per quella storia dei momenti giusti. Che si, io non ho mai forzato, ho sempre aspettato che fosse il momento giusto. Ho sempre avuto molta pazienza; di fretta, ma sempre con molta pazienza.
E allora oggi esco un pò, ma aspetto il momento giusto.
Mi riprendo la libertà di ricentrare il punto (Che sarei io), visto che ultimamente l’ho perso un pò di vista, ho preteso il tempo, e invece di solito l’ho sempre lasciato scorrere. Ho messo dei punti di due colori ben definiti, e invece di solito i punti li metto a matita, che cosi magari posso cancellarli, e non scelgo colori, magari calco solo un pò la mano.
 
E allora niente.
Pensavo di uscire e stare un pò insieme a me. Di incontrarmi, senza appuntamenti, così, un pò per caso. Ma pensavo di aspettare il momento giusto. Le cinque, appunto.
Che il sole se ne va un pò, c’è un pò di vento, e non sò più se è ancora giorno o quasi sera.
 
Magari mi trovo già li, nel cappuccio della mia felpa, e il caffè in mano.
Mi metto seduto accanto, senza parlare.
E mi faccio compagnia.
 
Poi torno. Se mi và.