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Vorrei che tornasse, l’inverno,
e il freddo
e quella sensazione
di irrequieta voglia di scoprire,
per raccontarti di me,
quando arriva la notte.
Raccontarti di te,
di come ti vedono i miei occhi,
in questo tempo
che si prende tempo.
Vorrei non dover desiderare
che non sia
un altra volta il dolore,
perchè i miei occhi,
come i tuoi occhi,
sono secchi pieni all’orlo,
impossibili da muovere
senza svuotarli un pò,
e credo veramente
che questa sia la volta
dove potrebbero non farcela,
e cadere nel limbo
di una tristezza
che non scrive mai parole dolci.
Vorrei che mi guardassi le mani,
sono quelle
di chi ha toccato schiene
e guance
e ha accarezzato capelli,
e di chi è stato costretto, poi
a contare le stelle
per non perdersi
nell’assurdità di un cuore
stracciato come un foglio
di una pagina sbagliata.
Vorrei che arrivassi,
finalmente,
per portarmi altrove,
dove non si inventano orizzonti,
dove si costruiscono i tramonti.
Vorrei,
non dovermi più fermare
continuare a mietere passi
su una strada,
diretta all’infinito.