Nel dubbio dei suicidi immaginari, banalità, frasi fatte e coccodrilli.

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Se leggerete questo scritto, significa che qui non ci sarà più niente: non ci sarà la mia gente, né la mia casa, né le mie speranze.
Volevo dire alle persone che grazie a Dio ce l’hanno fatta, che questo posto non deve morire, non può.
A mia madre, che è la donna più importante della mia vita, a mio Padre che sono fiero di essere stato cresciuto da lui e di aver preso molti dei suoi aspetti. Alle mie sorelle, che il mio cuore sarà sempre diviso per tre, come lo è sempre stato, fin da bambini.
Ai miei amici, che sono stati il sollievo di un vuoto pesante, e l’ancora a cui sapevo di potermi aggrappare e che quindi grazie, vi voglio più bene di quanto voi possiate arrivare a pensare.
Infine vorrei che chi si riconosce in queste parole possa perdonarmi, perché sono cosciente di aver fatto degli errori in questa vita e che adesso forse è troppo tardi per riparare, ma non ho mai smesso di pensarci, nonostante queste continue partenze.
Ho provato a dare il più possibile a questo mondo, ho provato a difendere quello in cui credevo nei limiti del possibile, il sentimentalismo, ho provato a regalare, e fare del dono un bisogno. Spero di esserci riuscito, anche solo modestamente.

Esco di scena così, inchinandomi a voi, che sarete sopravvissuti.
Portatelo avanti questo mondo, e restituitegli la dignità che qualcuno gli ha rubato.

“In questa notte buia e tempestosa, accompagnato da uno stuolo di fulmini, ha preso il volo lo spirito del giovane Christian Villani. Amatore delle belle parole, amante focoso e adorabile cantastorie e contaballe.
Ne danno il triste annuncio le sue pagine bianche, i cani fotografati e i cari tutti.
Fiori se lo desiderate, altrimenti anche una birra e una canto si eleveranno al cielo per unirci tutti nell’estremo saluto”

Per sempre vostro, o di chi se la sente, Christian.