La lontananza.

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Verrà il momento in cui me ne andrò di nuovo. Non significa per forza che me ne andrò lontano, perché è cosi che funziona, non bisogna per forza prendere un aereo per andarsene.
A me basterebbe una sera, un cappotto lungo sulle maniche, e un paio di ricordi che mi danno fastidio. Mi basterebbe stare seduto su un divano e veder passare in tv qualcuno che ti assomigli o che abbia il tuo stesso nome, e pensare a tutto questo silenzio. Sarebbe abbastanza anche solo trovare una fotografia di un vecchio carnevale. Perché è cosi che succede, la lontananza.
La lontananza è pensarti e non avere voglia di farlo, è non scrivere nulla perché non ha un senso preciso.

E se tutto questo significa andarmene, si allora me ne sto andando di nuovo.
Vorrei solo che mi dicessi chiaro e tondo che non lo vuoi prima che io sia troppo lontano da non poter più tornare indietro.
Vorrei che la finissi con questo gioco, che prendessi a calci in culo l’orgoglio.

Se mi prendi le mani magari resto, ma non ho intenzione di stare se resti ferma.
Sto cominciando a camminare, e c’è freddo.