Nel mare calmo, continuo.

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Niente conclusioni tratte, che qui continua tutto. E grazie al cielo, aggiungerei. Direi che è stato un anno di fermo in movimento. E’ stato un anno di corse su un leggero cullarsi, faticoso, ma dolce. Un anno da cui voglio tenere qualche sorriso in più, e metterlo in cornice. L’anno del ritorno a casa, e le luci del viale la sera che sono ancora lì, l’anno della certezza di alcune cose, l’anno della definizione di altre. Un anno di tempeste più o meno forti, superate nel momento in cui perdi le speranze, con le ultime gocce di forza, di notti a girarti nel letto e giorni di calma meritata; e vado ancora navigando su queste acque calme, ancora un pò tiepide, ma chiare in alcuni punti.

Niente auguri, zero propositi, solo i giorni che passano e continuano, così, perché può succedere che la fine di un anno non debba essere necessariamente la fine di qualcosa.
Può succedere che navigare sia bello, più di arrivare a destinazione.

Sciolgo i nodi. Soffio su questa vela. Vado un pò più veloce verso il sole che mi scalda.
Porto con me la valigia dove ho scritto chi sono e, il vento, che ha sempre l’odore del vento. Ci metto dentro me da bambino, le parole che ho scelto, un pò d’acqua, e i giorni più belli. Appoggio tutto con cura e, continuo, nel mare calmo, verso altre mille albe come questa. Ché non potrei fare altro.

Non potrei fare davvero nient’altro.

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(A voi, che in qualche modo siete sempre qui, stretti, negli abbracci o nelle parole. Negli occhi.
Un Buon inizio e una Buona fine, ma sopratutto, una Buona continuazione…)