Avviso di dispersione.

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Ultimamente odio i sottofondi. Odio questo incredibile sentirmi insensibile. Lo odio con tutto me stesso. Mi hanno assicurato che passerà, come si fa con i problemi che non sono tuoi, come si fa con i problemi a cui non tieni. Odio me, che mi sono infilato in questo vortice, e però mi voglio anche un pò bene, che sennò non avrei nemmeno la speranza del poterne uscire. Staticità è la parola che si addice a questi giorni, che passano tutti diversi nei piccoli particolari di un’ora lenta, mentre mi bacia il sole e dopo piove, ma che finiscono tutti con la stessa sensazione di inquietudine. E allora cos’è tutto questo disordine, a cosa serve tutto questo andare per inerzia, a cosa serve dimenticarsi chi siamo?
Dovrei chiedermelo più spesso. Dovrei rispondermi più spesso, sopratutto.
E per tenere fede a questa mentalità, che mi aiutato spesso negli anni, dovrei riuscire a trovare l’inizio del filo da districare. Perchè deve esserci. C’è sempre. I lati della medaglia sono sempre due, solo che ultimamente uno dei due me lo dimentico spesso, probabilmente, e dimenticare non sarebbe nemmeno così anomalo se facessimo riferimento a i miei problemi con i portafogli seminati qua e là in giro per il mondo.
“Ah, se solo dimenticassi le persone come dimentico i portafogli”, ho sempre pensato.

Comunque, voglio dire, odio la mia condizione attuale. Vorrei che ne foste consapevoli. Per mille e mille motivi. Non sono io questo qui. O meglio, sono io in quanto non lascio i sentimenti andare dove tira il vento come le bandiere, e quindi nemmeno i periodi di piattume come questi. Ma non mi riconosco in quello che si pone davanti a voi.

Ma la piccola luce forse c’è, l’ho trovata adesso, mentre pensavo a cosa scrivere: si, ho perso la verità delle lacrime, ma non le lacrime, ho perso la verità dei sorrisi, ma non i sorrisi. Mi sono perso, ma io ci sono, sono qui. Forse il punto è questo: riconoscersi, a passi piccoli.

Nel frattempo, quando vi uscirà un “come stai?”, non ve la prendete se faccio finta di nulla, o se rispondo a mezza bocca, probabilmente mi avrete ricordato la domanda e starò analizzando la risposta.

Per il resto, speriamo bene.

Un abbraccio.

5 pensieri su “Avviso di dispersione.

  1. Un consiglio non richiesto, ma che mi sento di darti lo stesso: cerca di non perderti più in fondo, mentre cerchi il filo per ritrovarti. A volte si imboccano strade di labirinti buoi e senza uscita, nel tentativo di trovare la verità.

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