Perdere, e cercare.

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Credo che inzierò con un ciao, perchè le cose iniziano tutte con un ciao.
E io, come è iniziata, me lo ricordo bene. Proprio con un Ciao.
Ed è così comico che sia finita allo stesso modo, che quando poi avevo quasi finito di piangere, me ne sono accorto e ho cominciato a ridere, senza pausa tra l’una e l’altra emozione, come uno scemo: con la faccia sudicia di pianto, ridevo.
Ho pensato che forse è un ciclo, e che forse le cose che devono finire finiscono come cominciano.
Poi, ho anche realizzato che ti ho perso mentre finivo di mangiare la pasta, gorgonzola e noci, e allora ho fatto il sostenuto, che non mi veniva altro, ma ero in confusione, cercavo di tenere il punto, e invece poi alla fine, voglio dire, guardami, dovresti guardarmi; anzi avresti dovuto guardarmi in quel secondo, ero un disastro, mi avresti trovato scomposto, scapigliato, fuori luogo, al tavolo di un ristorante arredato benissimo, però semivuoto, con i miei occhiali grandi, e la mia voglia di pasta di due giorni che se ne andava piano piano.
Sarebbe stata anche una buona occasione per infierire, probabilmente, e forse il mondo addosso me lo sarei anche preso, per cominciare quella risalita. Per farti stare bene. Anche se non lo avresti mai detto che stavo soffrendo, perchè in realtà ho il talento di riuscire a tenere sempre una certa compostezza in quei casi: mi tengo sulle mie, appoggio le labbra alle mani, insomma, tutte quelle cose che ho imparato con gli anni che ora non ti sto a dire, ma che servono tantissimo, e che comunque, credo che in parte conosca anche tu.
Si, perchè la conosciamo entrambi la paura di scoprire qualcuno che si sia accorto di tutto questo dolore, di tutto questo crescere dietro alle parole. E magari non è nemmeno male, ma se non altro è destabilizzante.

E quindi niente, volevo dirti che se hai paura, io vorrei che me lo dicessi. Vorrei tante cose, ma questa su tutte. Oltre ogni ragione o logica.

Perchè ho scoperto che la paura si risolve. Si toglie, come il mal di stomaco. Sopratutto se siamo in due, ad averla.

Bloccami di nuovo questo salto. Tanto non puoi più. Sono già dall’altra parte. Ti sto solo rincorrendo, come prevedeva il piano. Sto solo lasciando andare le cose come devono andare. Che si, ti ho perso, ma a me cercare, piace tantissimo.

Un pensiero su “Perdere, e cercare.

  1. Innanzitutto la pasta noci gorgonzola e pere è buonissima, ancor più se fatta in casa. Soprattutto le tagliatelle.
    E mi hai fatto venire l’acquolina in bocca e un’idea su una ricetta che non facevo da un po’.
    Per il resto, che dire. Realizzare che hai perso qualcuno è il primo passo per ripartire, anche se piano, anche se con sofferenza, e tutte le beghe che la perdita comporta. Ti parlo per esperienza personale. Vabbè, d’altronde come tutti!

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