Dammi le mani.

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Appariva la luce del mattino presto, timida e indispensabile. Le finestre si lasciavano scaldare dal suo tepore, abbracciando e restituendo all’aria i raggi, nei riflessi degli ultimi giorni d’agosto.
Il mondo si svegliava e mi svegliavo io. E mentre il primo si preparava ad aprire bottega, io lasciavo apparire il ricordo di te, in quegli occhi cosi fondi da non vederne la fine.
Lasciavo che tornassero le immagini dei nostri sorrisi insieme, a darmi dolore.
Accoglievo il sapore sgradevole di una sveglia di buon ora, e delle tue parole forti, come coltelli spinti nella carne con l’esatta dolcezza del tuo sapermi far del male. E però sorridevo di voglia di sorridere. Riflettevo sulla differenza tra il “sempre”, e il “mai” e mi dicevo che appena arriverò ad una conclusione esaustiva vorrei spiegartela, un giorno, mentre siamo seduti l’uno di fronte all’altra, per colpa di un gioco stupido e bellissimo.

Poi gridavano forte le tue accuse nella mia testa, e rimbombava l’eco dei tuoi lamenti per la vita che non ho mai saputo darti. Per la donna che non ti ho mai fatto sentire di poter essere.
Per l’amore in cui non ti ho mai fatto credere.
Faceva il rumore della terra che crolla, il mio andarmene e tornare, e adesso fa rumore anche dimenticarsi. Fa rumore mettere in ordine i pezzi.
Fa male alle vene sputarsi addosso la promessa di lasciarsi andare per sempre.

E domani conteranno tanto i motivi di questa lotta stanca, conteranno molto le parole che ci siamo detti. Il male che ci siamo fatti. Conteranno gli altri anni ammucchiati, che da questo secondo in poi scorreranno più veloci di un respiro fatto a metà.
Conterà più di tutto il tempo, e me, e il mio piatto di pasta per celiaci.
Conterà imparare a convivere con quello che siamo stati.
Servirà fare del mio meglio per cominciare a fare le cose nel modo giusto.
Servirà guardarsi, e pregare questo vento di non portarti lontano. ( Magari in qualche altra cucina).
Servirà tutta questa voglia di crescere davvero, che si, certo, come ho fatto a non pensarci prima:
Chi ti ha tenuto stretto lo ricorderai sempre, ma solo chi non ti ha lasciato andare non lo dimenticherai mai.
Sta tutto qui.