Questo matrimonio s’ha da fare.

Standard

Arriverà il sole, mentre l’altare ti illuderà di sapere chi sei. E se ne andrà questo cielo grigio, mentre tu ti convincerai che è la vita che hai scelto. Niente giustificazioni, niente di niente, va tutto bene cosi. Andrà benissimo ritrovarsi per caso in una strada del centro, e chiederci come stai. Andrà tutto benissimo com’è adesso.
Devo leggere il futuro, anche se è impossibile averne certezza.
Ma adesso è il mio turno, per pensare a me e fare le cose che mi fanno stare bene.

E ci saranno grandi drappi rosa, e le volte della chiesa piene di voci. Tua madre piangerà in prima fila, e quell’anello entrerà liscio, come fosse stato pronto da sempre per quelle dita piccole, piene di ricordi.

E ti vedranno dall’alto, come stai sperando. E sarai felice.
Ti baceranno in mille, e ti abbracceranno più braccia di quante tu ne possa contare.

E ci sarà una festa, la più bella che tu possa aver sperato.
Si riempirà la sala, e mi penserai un secondo. Sarà inevitabile.
Ti guarderò, senza essere lì, su quel tappeto rosso dove tuo padre sarà in preda all’imbarazzo, e all’orgoglio, con quegli occhi dolci.
Io sarò su un prato, mentre arriverà quello stesso sole, e sarà primavera. Mi uscirà qualche sorriso mentre ti penserò un secondo. E andrà bene così. Che in fin dei conti, a ognuno il suo.

Urlerà un bambino – “Pallaaa” – le mie braccia tese e la mia testa rivolta al sole si faranno buone e respirerò in uno di quei respiri profondi. E godrò di questa vita, che sta andando avanti.

Andrà tutto bene. Sarà inevitabile.
Ti voglio bene.