Dai, ciao.

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Mi tremano le mani. Ma tremano sempre. Dovrei farmi controllare, ma no, ho ancora l’ansia degli ambulatori, degli ospedali, dell’odore delle medicine e degli ambienti sterili. Eppure dovrei starci attento, perchè queste mani, fatte da queste dieci dita, irregolari e con i mignoli e pollici difettati per motivi diversi, sono la possibilità della mia espressione. Io mi sento libero grazie alle mie mani, che sono lo strumento che danno forma al mio contenuto. Però no, zero controlli, dura finchè dura, tanto è solo lo stress probabilmente, o questa casa che è troppo calda. O questo anno, che è stato quello che non riesco a controllare, a definire. E oltre alle mani che tremano, io ho anche il problema, che se non controllo, vado in confusione. Ho sempre creduto che avrei dovuto scrivere un elenco delle cose da controllare, cosi almeno saprei da dove partire. Ma no, mai fatto, le penne, qui dentro, sono troppo vecchie e inutilizzate per fare ancora il loro sporco lavoro, sono secche, ed è anche colpa della tecnologia. E di questo 2015, che fa passi in avanti per gli iphone e per le aspirapolveri, ma non fa passi in avanti per me. E allora si, adesso potete dirlo, buttatelo lì quel “ma sei tu che decidi la tua vita”, che probabilmente non aspettavate altro. E si, decido io, ma le mie decisioni sono la base di quello che succede intorno a me e di quello che mi fanno sentire gli altri e il mondo che ho intorno. Quindi, siete tutti responsabili, quanto me, e dovrei mandarvi affanculo sul serio, ma non riesco nemmeno a fare questo, mai fatto. E però, in questa confusione intramontabile,  ho sempre distinto, e allora distinguo dalla merda, che in questo anno passato ho imparato cose, tante. Ho imparato che odio quelli che scrivono “2k15”, e che odio il fatto che da gennaio saranno ancora di più. O ad esempio, appunto, ho imparato a distinguere. Ho imparato a capire alcune cose che voglio essere. E le ho messe in atto. E tante volte le cose belle portano merda lo stesso. Ma devi metterlo in conto. Ho imparato a guardarmi indietro quando mi serve, e non ogni santa volta.

Ho imparato che un anno è tanto, e che può iniziare nel migliore dei modi e finire di merda. Che le aspettative contano al secondo. E che le cose cambiano, ma a questo devo ancora rassegnarmi.

E quindi niente, siamo all’ultimo giorno. E questo scritto non sarà mai capito da nessuno, sarà il più noioso e insensato che io abbia mai scritto. Ma va bene cosi. A me va bene così. Che qui, c’è molto altro da capire, ancora.

Che a volte, “Devi cadere, prima di volare”.

Buon anno nuovo a voi. E buon anno, a me. Dai, Ciao.