Il mio lato positivo, sei tu.

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(Questo è un articolo “ascolta e leggi”)

Nella scena migliore, ci sono io con te. E partirei a raccontare dalla fine, anche se questo viaggio ha una storia lunga un secolo, nonostante io non sia così vecchio. O lunga come un filo.. di Arianna. Non so minimamente cosa mi abbia spinto fino a qui, ma me ne accorgo. Il cambiamento è inevitabile. E le scelte sono necessarie. Poi il destino ci fa il ricamo intorno. Cosa significa ritrovarsi qui? Forse un milione di cose, che non mi chiederò mai, o che forse mi chiederò sempre e a cui non saprò dare una risposta. E molto probabilmente giungerò alla conclusione che va bene così, lo stesso. Perchè la somma di questa operazione scritta da qualcuno che non sente dolore alle mani, siamo noi. E noi siamo un sacco di cose, adesso. Siamo quello di cui ho bisogno. Sono io.  L’equilibrio, il pensiero, l’attesa. La tranquillità della mattina presto. Non ti vedevo, ti avevo addirittura perso. Poi ti ho cercato, e ti ho visto a passi lenti. Poi ho desiderato. E adesso sto entrando in acqua, un passo alla volta, che è fredda. Anche se comunque è la velocità della luce. E allora balla con me, su questo tempo lontano, senza la precisione nei passi, coi capelli spettinati. E lasciati rincorrere, una notte, mentre mi odi, e io ti dirò che ti amo, anche se sono pieno di paura. E fammi sentire che tutto quel disastro è servito per arrivare qui, fino a te, e essere felice.

E abbracciami, mentre è natale, e non abbiamo biosgno di nient’altro, se non di noi, e di questa felicità.