Testamento del dolore.

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Suona il telefono. Apro il messaggio. E le tue parole si fermano negli occhi miei, con l’amore di una madre. Suona di nuovo, e gli occhi si riempiono ancora, con le parole di un padre, e della forza di due donne che, di dolore, ne hanno visto un pò. Sono convinto che per passare dal dolore forte, alla felicità, passi un traghetto che fa tragitti impossibili e stretti, e oltretutto, sono convinto che passi di rado, quel paio di volte all’anno, che bastano per far salire tutti. Sento la solitudine far parte dei giorni. E la distanza, togliermi le forze. Ma poi suona il telefono, e sento che è un pò meno doloroso, perchè c’è chi deve esserci. Ed io adesso, devo imparare ad esserci per me stesso.
Finalmente ieri ho pianto, un pò, nel posto sbagliato. Mi si è stretto lo stomaco. Sono andato a letto senza cena, e senza fame. Sono vicino al fondo che spero di toccare, ci sono quasi. Sto tendendo il braccio il più possibile, come quando il telecomando è dall’altra parte del divano. Non vedo l’ora di esserci dentro, e riuscire a razionalizzare. A vedere quali sono le strade. Perchè adesso è tutto difficile, ma posso giurarvi che sto lottando. A modo mio, magari. Ma ce la sto mettendo tutta. Me lo devo.
Vorrei la mia casa, i miei amici, le mie giornate. Più di ogni cosa. Vorrei che si capisse chi sono, una volta per tutte. E che il buono, spesso, non è chi piange. Vorrei tante cose ora, ma più di tutti voglio me. E alla fine mi prendo, me lo sento. Lo spero.
E che le parole non mi lascino solo proprio adesso, vi prego. Se dovesse succedere, che qualcuno lo impedisca. Che io non ho più forza se non per trascinarmi avanti. Ho bisogno di dire, di raccontare, di spiegare, di premere lettere e formare pensieri. Scrivere mi salva, e adesso, ho tremendamente bisogno di essere salvato.
Sto cadendo a terra. E quando ci sarò del tutto, suonate un pianoforte, perchè mi starò rialzando.
Grazie, senza alcun senso, che quando si è stanchi si è buoni col mondo. E grazie ancora, infinite volte, per gli abbracci a cui sto ripensando. Che vorrei sentire adesso.
Non mollo. Cado. Ma solo per rialzarmi.

“A riveder le stelle”