Le farfalle sono tornate.

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E mi succede che è ottobre, e mi sciolgo, di fronte a te. Di fronte a tutto quello che sento, e che mi spaventa.
Mi succede che ho un nodo allo stomaco, se non torni, o se torni tardi, e non riesco a mangiare, io, che di solito mangio per due, anche se non sembra. Mi succede che la mattina cerco il caffè disperatamente, perchè la notte non dormo, e penso a come sarebbe, o a come sarebbe stato. Mi succede che ti vedo, mentre mi avvicino, per darti quel bacio, e tu non vorresti mai andartene. Mi succede che le mie farfalle erano andate a farsi un giro, e avevo una paura fottuta che si fossero dimenticate le chiavi di casa. Cominciavo addirittura a pensare che non avessero lasciato nemmeno una finestra aperta per un eventuale occasione. E allora mi è cominciato tutto un viaggio, di quelli pieni d’ansia, col respiro corto. Fino a che poi mi sono abituato all’idea, e l’ho accetata: niente più farfalle. Ma se non altro avevo risparmiato i soldi dell’insetticida. E poi, invece, suona la porta. Ho guardato dallo spioncino, e non ho aperto subito, volevo farmi trovare pronto, bello. Poi ho girato la maniglia piano, ho spalancato lentamente. E c’eri tu con un sacco pieno di te e un mucchio di farfalle che battevano le ali, felici di sentirsi di nuovo a casa. Ho dovuto sorridere, perchè ci avevo rinunciato, ma ci speravo ancora. Ho dovuto sorridere, perchè non mi sembrava vero. E nulla, non so per quanto ancora resteranno, ma le farfalle sono tornate. Ora però, non riesco più a piangere.