Sulla strada del futuro.

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Lasciami. Sorridimi. Assecondami. Fà che io sia quello che voglio essere adesso. Aldilà di te, e di noi. Aldilà di tutto quello che ci siamo sputati addosso. Lasciami. E costruisci la strada su cui è difficile farmi tornare. Ma costruiscila lo stesso. Mettiti lì, di buon grado, a solcare le parole, a battere l’asfalto con i sorrisi e a disegnare linee che separano, ma non dividono. Mettiti al lato della strada a pensare, che in questa vita non c’è nulla di scontato, e che in realtà noi non siamo: ci proviamo soltanto, ad essere. Lasciami qui sul ciglio di un precipizio su cui ora sono comodo, con la mia tenda rossa a dirmi che è giorno e che devo andare. Dammi la strada, e io ci metterò i passi. Sarà difficile raggiungerti, perchè tu sei sempre molto più veloce di me, e lo sei sempre stata. E io le cose irraggiungibili le ho sempre tenute alla larga. Quindi costruisci anche dei campi lunghissimi e vasti, pieni di prato, dove posso perdermi, e stare lì, a guardarti da lontano, senza paura che tu te ne vada davvero. E poi smetti di costruire, e aggiungi i tuoi passi su quell’asfalto che hai steso tu stessa, e cammina, alza lo sguardo, respira me che sono sul prato al lato della strada, ma sempre alla tua altezza. E cammina ancora. Chiudi gli occhi. Ricordami, ma fa che sia un ricordo costruttivo per te. E costruisci ancora, palazzi, persone, la città. E io sarò sempre nel campo vicino alla tua strada, a guardarti e a sorreggerti. Costruisci la vita. Perchè non finisce mai. E adesso è così stupido buttarla via.

“A me, e a te. Che sappiamo chi siamo. E sapremo chi saremo.
Restiamo lontani, nonostante il destino. Restiamo vicini, nonostante la strada.
Buon viaggio, a noi.”