Ti và?

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E pensare che non avremmo mai visto la fine di quell’alba, e l’abbiamo sempre saputo. E siamo rimasti lì lo stesso, perchè era bellissima, e calda. E perchè eravamo noi. Stanchi di dirci che quei baci erano tutto e non erano niente, erano urla, erano canzoni strozzate, e ci siamo accorti che le canzoni strozzate suonano male, e sembrano belle lo stesso se sei innamorato. Vuoi parlarmi di quando avevamo altre espressioni e mi venivi addosso, e mi cercavi, e mi tenevi le mani? E poi è rimasto che ce ne siamo andati, e abbiamo allontanato le mani. E adesso se esiste un senso, raccontamelo, che ho ancora tempo, e altre facce, e questa alba non vuole scomparire. Siamo opposti, eppure così intenti a rubarci baci, che mi fai sconvolgere le teorie dell’attrazione. Siamo inconsapevoli di quanto ci restiamo addosso. Non lo sappiamo, ma lo lasciamo succedere, perchè il gioco è tutto lì, e non lo comandiamo noi. Siamo inermi, e non possiamo farci niente. Siamo dentro, come quando scrivo, e la musica finisce, e io non me ne accordo. E basta baci adesso, basta parole, basta tutto. Mi fermo, mi fermi. Metto le mani avanti, e starà decidere se metterci la testa in mezzo e lasciarti accarezzare, o restare fissa a guardarle, senza reazioni. Che senza di noi siamo zero e siamo tutto.

Promettendoci che questo sia l’ultimo bacio bugiardo di una notte lunga dodici ore soltanto, che quest’alba ormai è quasi tramonto, e noi siamo ancora qui seduti, che non vogliamo andarcene. O forse tu si. E io no, che me ne frego della dignità, perchè anche dopo questa linea sarò incatenato nel volerti, e che sia solo bene non importa.

Anche senza più farfalle, senza baci, senza mani. Restiamo qui seduti, fino al prossimo sole che muore.