Morti, cazzi, insulti, e noi che non abbiamo mai fatto mattina.

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Oggi mi sono accorto per la quarta volta negli ultimi cinque anni di essere stato un coglione. SI, lo sò, probabilmente se parlassi con te adesso, risponderesti che ho contato male, e le volte sono molte di più, e forse ti darei anche ragione. In ogni caso, mettiamo che siano quattro. L’ultima sei tu. Che poi non sò se sto parlando per nostalgia o cos’altro, però il fatto in sè che io già stia parlando, a te, mi sembra molto, quindi apprezza lo sforzo. Dicevo, non hi intenzione di infilare poesia in queste parole, me la tengo per me, perchè in realtà non ce la siamo meritata, e allora la evito. Però in compenso ti racconto di me, come non ho fatto quando dovevo, che mi ripetevi che ero un “morto di figa” e in realtà io volevo solo fare l’amore perchè fare l’amore serve, e spesso più delle passeggiate, forse. Si lo sò, ho sbagliato tutto, ma non farci caso, voglio dire, lo faccio sempre. Solo che stavolta non ho il modo di riparare molto. E se mi insulti adesso, prometto che ci sto, basta che non mi dici “morto di figa”, mi manda in bestia. Ma non per altro, è più una questione che nessuna sa come vivono le cose gli altri, e quindi automaticamente diventa un giudizio. Io ad esempio non ti ho mai detto “morta di cazzo” perchè non volevi fare l’amore. Eppure sarebbe stata un’offesa, in qualche modo, secondo me. Comunque, aldilà dei morti, e dei cazzi, volevo dirti che un pò quello che volevi dirmi quando mi abbracciavi l’ho capito, perchè se ci penso, mi ricordo tutto. E quando dico tutto intendo quegli occhiali enormi, che mi piacevano un casino, i capelli corti rossi, l’insicurezza, e una lista di cose che potremmo fare mattina, che poi noi, mattina, non l’abbiamo mai fatta, e allora come possiamo dire di esserci conosciuti sul serio? Cioè, se non fai mattina con qualcuno non vale, voglio dire, è un metro di conoscenza attendibilissimo e indispensabile. Quindi io direi di annullarla sta cosa che non ci siamo più cagati, che se non l’annulliamo siamo due incoscienti veri. Ah, e comunque mi ricordo anche i fiori che avevi sul motorino, e come lo guidavi. Mi ricordo anche che abbracciavi come le persone belle, e un pò lo eri, cioè lo eri e basta. Ricordo anche quando ci siamo visti l’ultima volta, in macchina, fermi al benzinaio, che dobbiamo annullare anche quella, che come ultima volta non si può sentire. Che poi ti ho lasciato scendere e non volevo, te lo dico ma non dirlo a nessuno. Finisco comunque, e volevo solo dirti che mi sei tornata addosso come, da un pò di tempo, fà tutto quello che di bello ho vissuto e il momento era sbagliato, e allora facciamola finita, e annulliamo tutto, vieni qui e dammi un bacino. E poi digli a al tuo Facebook che non è vero che noi siamo “amici da Marzo”, e che si informasse meglio, perchè se si intendesse un pò più di sentimenti, lo saprebbe benissimo, che noi, in realtà, ci siamo voluto bene da prima, molto prima.