Il Rosso ti sta bene.

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Era poco fà, ma sembrava come se fosse successo nell’estate del ’74. Che ancora non ero nato, ma probabilmente stavo già lavorando sul fatto di innamorarmi di una donna con i capelli rossi. Che poi quel “poco fà” non ci vedevo nemmeno bene, e se fosse stato il ’74 non ci avrei visto bene lo stesso, perchè in quegli anni la miopia andava più dei pantaloni a zampa. E comunque nonostante io non ci vedessi bene, lei l’ho vista. Oltre. Oltre il nero della tuta, e il vestito da m&m‘s che a me piacciono un casino, e quei i capelli rossi. Oltre quella pelle bianca anche al buio che mi fa sentire a casa, e quelle mani lunghe che a me fanno morire. E visto che ogni tanto morire mi piace più di ogni cosa, mi sono avvicinato e mi sono preso quelle mani. Erano lunghe e fredde davvero, stringevano. E ho ballato come si balla con la bellezza davanti a uno specchio. Senza che nessuno ci dicesse niente. Se avesse avuto un vestito bianco lungo e una collana di fiori o non avesse avuto niente addosso sarebbe stato comunque perfetto. Che poi le ho anche detto se voleva essere la mia fidanzata per le successive due ore. E non per una questione di usa e getta. Non sarebbe stata il tipo. Era più, tutto un discorso mio, che riguarda strade, e percorsi, e donne con i capelli rossi, e comprensioni, e vabbè. Poi le ho detto un pò chi sono, guidandole i movimenti, anche se in realtà credo l’avesse già capito toccandomi le mani. E finito quel racconto, me ne sono andato. Senza baci, e senza fidanzamenti. Ma con le spalle più leggere. E la valigia un pò più piena.