Spalla contro spalla.

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Le donne, come gli uomini, sono da sempre costretti ad affrontare. E questo è risaputo. E l’affronto il più delle volte significa che ti scontrerai col dolore più che con la felicità. E’ lì che poi entra in ballo la forza, perchè per affrontare ci vuole forza. E in qualsiasi caso, nemmeno poca. E quando non c’è forza invece? Quando non ce la fai più, e ti colpiscono mentre sei già stanco? è vigliaccheria? Può essere. Ma se capita che non te la puoi prendere con nessuno, non è vigliaccheria, forse è solo sfortuna. E allora diventiamo degli sfortunati che non hanno appigli e se la prendono con Dio, sistematicamente. Che poi, forse, c’è anche differenza: una donna affronta diversamente da come farebbe un uomo. Per queste le ho sempre invidiate un pò. Non mi sono mai spiegato se è una questione di ricezione del sentimento, del dolore, o solo casualità. Forse una donna lo assimila meglio, un uomo lo prende più dritto addosso. La forza di una donna è indescrivibile. L’avete mai vista una donna afforntare? Basterebbe il paragone scontato e stereotipato della febbre, per farvi capire cosa intendo, una donna con 39 si incolla tre bambini da scuola, un uomo con 37, che ve lo dico a fare. Per dire qualcosa di leggero, ovviamente. Che poi le cose leggere sono la copertina di quelle pesanti. Io comunque una donna affrontare l’ho vista, spesse volte, quelle della mia vita sopratutto, anche quando già erano a terra e stanche, e ho imparato solo adesso che forse è l’età giusta per imparare. E imparare significa che mi è restato e mi resta negli occhi quello che non ho visto e fisicamente vissuto, ma che ho sentito e vissuto come se lo avessi fatto. E in tutto questo, mi ritrovo a fare i conti con l’esempio, che fino a ieri era normalità, ma invece non lo è, e cazzo se non lo è. Una donna che affronta si trasforma in un guerriero. Ma non di quelli in seconda fila eh, di quelli in prima e per di più senza armatura, e incazzati. Non si piange addosso. Ha bisogno di aiuto, è certo, ma voglio dire, chi non ne ha bisogno?. E’ risaputo che chi affronta da solo è sempre più insicuro, è normale. La base dice che comunque siamo persone. Ma una donna a tenersi il mondo sulle spalle ce la fa. Arranca, ma ce la fa. E poi se lo toglie. Un uomo il peso se lo tiene perchè ce la fà, la donna lo tira via, lo lancia. E se sei lontano, tu puoi solo parlare e dirle sottovoce “forza, reggi ste gambe” mentre intanto muori un pò. Ma poi pensi che se c’è qualcno che sta morendo sul serio non sei tu, che lei sta comunque morendo un pò piu di te, e allora ti torna il fiato per continuare a incitare. La forza è un circolo, ecco. Si, è un giro di tasche che se la passano. Chi la dà, la riprende, e poi la ripassa, anche se non sà di darla.

Una donna che affronta ha un miliardo e mezzo di paure, e sei tonnellate di insicurezze che pensa di non riuscire a togliere, e invece poi, prende il primo treno, e và, spedita. Corre, gli và addosso, e le butta giù tutte, ti fa vedere come si fa a vincere. E finchè vince non molla eh, non ci pensate mai di veder una donna mollare, non esiste. Un uomo ha più certezze, non tante, ma fosse anche solo una in più è già molto. Ad una donna qualche paura e qualche insicurezza rimane, ed è normale. Ma quelle ha già in mente di togliersele col tempo. Un uomo se le tiene perchè può, o le lascia in un angolo per l’occorrenza. Una donna da un peso ne esce. Non indenne, ma ne esce. Un uomo ne esce lo stesso, ma cammina storto, e lo vedi.

Sono cresciuto con tre donne in casa, e qualche esempio per accorgermene ne ho avuto. Si, ok, vogliamo parlare del quando? Parliamone, forse me ne sono accorto un pò tardi che una donna che affronta non ha muri, ma quella è questione di maturità, forse, e questo l’ho sentito sopratutto adesso. Perchè quando nasci dalla stessa pancia, senti, e non ne scappi. Non puoi decidere di non farlo. Ti si stringe lo stomaco nello stesso momento, vuoi o non vuoi. E allora mentre imparavo ho fatto del mio meglio per rompere piu ostacoli possibili. E sò anche che da camminare c’è ancora un pò, forse non cosi tanto, ma non importa quanto.

Volevo solo dirvi che mi sono girato per vedere la strada fatta, e ho visto che le mie spalle qualche graffio ce l’hanno già,ma volevo dirti che finché tu sei in piedi, io non ti mollo, resto in piedi anche io. Ti voglio bene.

Alla mia famiglia. A mia sorella.