Sai chi sono io?

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Vorrei scriverti piu di ogni altra volta. Piu di tutte le altre. Sopratutto adesso che un anno nuovo è iniziato, e tutto è rimasto fermo. Vorrei dirti chi sono sul serio, così forse la smetteresti di dipingermi come vuoi, e non come senti. Credo che farlo potrebbe aiutarci. Si, a tutti e due. Davvero pensi che io sappia? Vedi? allora è vero che potrebbe essere utile. Ma non sò davvero da dove cominciare, appunto. Forse potrei cominciare a dirti che sono quello che se ne va, sempre, e che porca puttana, resta sempre e in ogni modo possibile appigliato, mentre se ne sta andando. Mi si incastrano sempre i ricordi nelle maniglie. O potrei dirti che sono quello che avrebbe desiderato un milione di volte di scappare da questa gabbia. Ah, sono anche quello che ha tirato fuori l’orgoglio nel momento piu sbagliato della sua vita, e quello che sta lavorando a migliorarsi da sempre, e fa fatica, come una fiat duna che da gas ma è legata a un muro. Sono quello che compra la nutella all’iper solo per averla in casa in caso di depressione, niente xanax, solo nutella. O quello che quando è stanco sbatte gli occhi piu del solito. Sono quello che ride, anche se non c’è da ridere, che non si sà mai, che non sà rispondere, e che è negatissimo a consigliare. Quello che sta zitto che se non c’è da parlare bisogna stare zitti. Sono la versione piu sporca degli amanti che tu possa immaginare, ma che si vergogna di parlare di sesso e cambia discorso sparlando d’amore come se tutti potessero capirlo. Quello che 9 su 10 confonde le due cose, o che non sa distinguerle, mettila come vuoi. Sono io, che non significa nulla e significa tutto. Sono quello che si promette per sempre, e poi non tradisce, nemmeno dall’altra parte del mondo. Sono quello che ha la piu strana concezione di tradimento mai esistita. Sono quello che ha bisogno di musica per scrivere, e che ha bisogno di scrivere per spiegare. Sono quello che spesso vorrebbe non parlare piu. Bum! bocca chiusa e solo una penna e un foglio, o una tastiera e uno schermo, e ciao, lasciatemi lì. Sono quello che ha il corpo di un uomo e la sensibilità di una donna. Quello che quando finiva una storia andata male si sparava Jerry Maguire col barattolo di sammontana al cioccolato sul divano infilato nel pigiama. E oggi cambia solo il film, ma non il genere. Sono quello del pianoforte e dei violini ad ogni tramonto, una rottura di coglioni enorme, lo immagino, ma dovresti provare. Quello che crede fermamente che piu di ogni bacio dovrebbe esistere una colonna sonora per i baci, o piu in generale per ogni momento fermo. Sono quello che fermerebbe il tempo appunto, se solo inventassero il modo, cioè, per dire, la gente fa 9 ore di fila per l’iphone? Io farei 9 ore di fila per fermare i secondi che non vorrei dimenticare. O almeno averne una foto, piu fattibile, ma servirebbe un fotografo ogni volta, meno fattibile. Sò per certo che la tecnologia non mi tradirà in questo. I selfie sono gia roba vecchia.

Non mi viene molto altro in mente, colpa del tempo forse, o del fatto che a forza di monotonia mi si è stretto il vocabolario, in ogni caso questo potrebbe essere un buon inizio per capire. A seconda della volontà ovviamente. Ma comunque volevo dirti che tutte queste cose avresti dovuto scoprirle, e sono invece sono gratis. Quindi, direi, se non te ne frega un cazzo, almeno, dimmi grazie, anche solo per educazione, mi basta.

Si nota la confusione che c’è dentro comunque? No, perchè la cosa più grossa non l’ho detta e me ne sono accorto ora: Sono quello che non riesce a scriverti e di fronte a te diventa un bambino di 6 anni col gelato squagliato dietro alla schiena. Crema e cioccolato oltretutto. Ma tu li mangi i gelati? O preferisci i chupa chups? No perchè è importante, posso portarlo indietro se vuoi. Ma no, hai ragione, i leccalecca sono troppo dolci, poi le carie, i mal di denti, mettersi li a scartarlo. Guarda che è difficile. In ogni caso, il gelato è quasi sciolto del tutto, e io adesso mi vergogno a tirarlo fuori dal nascondiglio, e mentre la mano si sta impiastricciando e io sto decidendo il da farsi, ho pensato che forse, tutta questa infanzia, può farmi bene.