I bar sono come le vite.

Standard

Se ne vanno tutti, come quando sta chiudendo il bar, alcuni un pò meno serenamente, ma se ne vanno uguale. Con le mani dietro la schiena si girano e fanno i passi di chi non torna, quelli decisi, lenti. Poi magari si girano un secondo solo, per farti capire che è vero, mica giocano, e ti salutano pure, ti prendono per il culo. Se ne vanno, e non lo vogliono. Perchè pensaci, chi è che se ne vuole andare. Nessuno dici? Esatto, nessuno. Nessuno se ne andrebbe da sto bar pieno di gente che non beve e che non ordina perchè non può.

Li vedo fermi, che chiacchierano, e ogni tanto guardano, perchè vorrebbero alzare il dito e dirti “me lo fai un espresso? Macchiato se possibile, grazie” e invece no, sbattono gli occhi e si ributtano nelle chiacchiere. E’ gente che non si è portata gli spicci, e cambiare i soldi sani è uno spreco, perchè poi li spicci e si sà, gli spicci li spendi piu velocemente, e poi una volta cambiati, i soldi, finiscono subito.

E allora niente espresso. Solo chiacchiere. Che poi dalle chiacchiere può uscire qualcosa da ricordare, dagli espressi no, solo qualche notte dove non riesci a chiudere la porta perchè devi passarci attraverso per le prossime 7 ore.

Se ne vanno tutti quando vedono che stai passando la pezza umida sul bancone, quando ritiri i bicchieri sporchi e asciughi quelli appena lavati.

I bar esistono perchè la gente deve avere un posto dove andare, perchè la gente deve avere delle cose da dire, e non perchè la gente deve fermarsi. E allora vengono, stanno, discutono, chi ha coraggio cambia i soldi sani, e poi se ne vanno, e non tornano. Anzi, magari aprono un bar, e si accorgono che i bar esistono perchè la gente deve sapere che ci sono.

I bar sono come le vite, esisti se parli, altrimenti puoi anche chiedere il conto.

Se ne vanno tutti, e si è fatto tardi, chiudo la cassa.

Me ne vado anche io, che i conti oggi non tornano, nemmeno loro.

Anche perchè se ne sono andati tutti, io che resto a fare.