Ho un armadio pieno di persone come te, e il respiro affannato.

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Mi calmo il respiro. Perchè sto lontano, e oggi fai gli anni. Per me non sei nulla, ma sei stata, per poco, pochissimo, una di quelle cose difficili da spiegare, che ricominci a raccontare mille volte cominciando ogni volta con una parola diversa.

Ti ho conosciuta senza conoscerti davvero, in un tempo dove nemmeno chi si ama veramente riuscirebbe a conoscersi sul serio. E io non ti amavo nemmeno, e non ti ho mai amato, sia chiaro. Ti ho solo conosciuta piu di quanto abbiano fatto gli altri, con l’unica differenza che io ci ho messo meno tempo di loro. Le persone libere le conosco, sono quelle belle, che sorridono con la bocca portandosi dietro gli occhi, e quando lo fanno sono belle.

Mi calmo il respiro, perchè non c’era nulla che impediva e quando si inciampa è sempre e solo colpa nostra, e sarebbe da stupidi attaccarsi al destino e a tutte quelle altre cazzate che usiamo come alibi solo perchè non riusciamo a stare attenti.

Sto lontano e respiro con respiri profondi, e la prima cosa che la mia testa disegna è un tramonto e degli scogli. Scontato, pesante e ripetitivo. E allora mi cancello i pensieri, e non penso più. Come avrei dovuto fare tanto tempo fà, ma come ho già detto, sono quello che arriva sempre tardi, e poi resta a mangiarsi i secondi, da solo, a un tavolo dove se ne sono andati tutti, e le bottiglie sono quasi tutte a metà.

Mi calmo il respiro, e ti catalogo in quell’armadio di amori da semaforo che ho in casa mia, se solo lo vedessi, rideresti tantissimo. E mi piacerebbe. E ti piacerebbe. E stringeresti le spalle, e con i pollici terresti le maniche del maglione.

Le persone libere, non sono mai riuscito a tenerle vicino, è un mio limite. Non sono capace. Anche perchè forse non sono fatte per essere tenute. E allora va bene. Le persone come te devono fare l’amore senza ricomporsi la mattina dopo, devono stare sedute davanti alle finestre grandi, mentre il palazzo di fronte ha solo due finestre accese ed è tardi. Non devono dire mai che ti amano, devono soltanto fartelo sentire, perchè dirlo è come farebbero tutti. A me sarebbe piaciuto sempre essere come te, in qualche modo. Ma sono rimasto confinato, e ho preso quello che mi è venuto. Sono anche quello che di solito prende il bastoncino piu corto.

Mi calmo il respiro, e non mi ricordo nemmeno quanti anni hai, ma non me ne importa. Non contano niente, gli anni.

Mi calmo il respiro, e allora buon compleanno, qualunque numero abbiano i tuoi anni oggi, qualunque sorriso tu abbia indossato, qualunque maglione tu stia stringendo nei pollici adesso. Devo calmarmi il respiro, perchè il mio armadio con gli amori da semaforo dentro comincia a non avere piu spazio, dovrei comprarne uno piu grande. O forse dovrei comprarne uno solo per te. Sarebbe comunque facile riconoscerti in mezzo agli altri, perchè sei l’unico che ritorna a intervalli regolari, e ha un nome, e un ricordo. E allora ti spingo a forza, senza armadi nuovi, che tanto non credo che lo riaprirò presto.

Devi scusarmi se sono affannato, ma non sono piu abituato alle corse dentro alle cose lasciate alle spalle.

Mi calmo il respiro, e allora ti faccio i miei auguri. Come tutti gli altri, che si mettono in fila per il bacetto. Non mi ha nemmeno invitato nessuno, e non ho con me nemmeno uno straccio di regalo, ma vengo lo stesso. Che non si sà mai.