Un pagliaccio, senza pubblico.

Digressione

Sono un pagliaccio.

E il cicrco è vuoto.

Gli spalti mi guardano, perchè il faro è puntato su di me, e sto facendo lo spettacolo per nessuno.

Ho messo il naso rosso, i vestiti di scena e ho perso tempo a truccarmi, sono arrivato qui e non ho trovato nessuno, ma ho cominciato lo stesso la mia esibizione. Perchè lo spettacolo deve andare avanti, a prescindere.

Forse è meglio così, che non ci sia nessuno, che io stia da solo, può servire. Forse è meglio che essere circondato. Da soli si sta bene, e allora ci resto. In piedi, poggiato sulle spalle.

Sono un pagliaccio senza pubblico, e mi ci sto abituando, come mi abituo a tutto, in modo facile.

Sta arrivando qualcuno, ho sentito dei passi, “E’ chiuso” dico ad alta voce.

“Non è qui lo spettacolo dei pagliacci?” mi risponde una voce che scavalca l’ultimo scalino e si fà vedere.

“Sarebbe qui, e comunque il pagliaccio è uno solo.”

“Mi scusi, sul biglietto usavano il plurale. Ma la data è giusta però, oggi è 9?!”, davo un volto a quella voce finalmente.

“A quanto pare.” ho detto fissandolo.

“Non era vero nemmeno quando al megafono parlavano di sold out eh?!” mi chiede.

“Mai fatto un sold out in vita mia” rispondo.

“Ho capito. Con chi devo parlare per riavere indietro i soldi?”

Alzai il braccio senza parlare e indicai fuori, verso il botteghino.

“Grazie, buona giornata.” disse.

Era così anche tutto il resto. Tranne quelle panche di ferro vuoto e quella plastica tesa sorretta dai pali, i miei giochi su quel trespolo, la mia bottiglia di vino per farmi coraggio, tutto aveva addosso il fascino dei posti che vivi senza toccare.

Sono un pagliaccio. Perchè amo quello che faccio, anche se devo farlo per me.

Sono un pagliaccio che non sà nemmeno tenere in equilibrio una tavola con due mani, e che fà ridere per questo.

E tolti i vestiti larghi a pois e le scarpe con la punta bombata, sono un pagliaccio lo stesso. Senza pubblico lo stesso. Pronto a fare lo spettacolo piu bello e lungo che mi avessero chiamato a fare: vivere di Arte, anche arrancando, anche senza nessuno che stia li a guardare.