IN QUESTA VITA CI SI INNAMORA SUL 23.

Standard

Oggi l’autobus è già passato, e tu non ci sei.

Ti sei strofinata un pò gli occhi, perchè il sonno gioca brutto quando è mattina presto e il sole non è sole, ma solo luce. Ti sei persa nella confusione di quella borsa grande, dove il biglietto è difficile da trovare, ogni volta. Hai indossato il maglione che ti piace tanto, quello morbido, blu, che profuma di pultio. Me ne sono accorto quella volta che mi sono fatto coraggio e mi sono seduto affianco.

Oggi l’autobus è arrivato in tempo, e ti ha portata via, mentre ti sbrigavi e incespicavi nel sonno. Queste mattine di svogliatezza e calma dove ti sposti sempre i capelli dal viso. Mi piacciono, queste mattine. Come mi piacciono le mattine in cui ci troviamo da soli, e c’è il sole, e fa fresco, e stringi le spalle.

Oggi mi sono seduto. Aspettavo. Sono arrivato mentre tu te ne stavi andando.

Oggi non ho fatto in tempo. Come le altre volte in cui la sera vado a letto tardi e la mattina mi accorgo che “oddio, devo sbrigarmi”.

Oggi però non avevo nulla da fare, e allora sono andato a letto tardi, e mi sono svegliato presto lo stesso, perchè avevo voglia di vederti, di sapere se il vento ti avrebbe fatto venire gli occhi lucidi come piacciono a me. Sono venuto lo stesso perchè mi serviva la dose giornaliera di quell’agitazione che mi stringe lo stomaco, e che ogni volta mi fa abbassare la testa e toccare il naso, anche se non mi guardi.

Oggi l’autobus è già passato, e sto qui fermo. Ci sto ancora qualche minuto e poi mi vado a prendere un caffè, quel caffè che ogni giorno provo ad offrirti, ma che ogni volta si ferma all’ “Adesso glielo chiedo, è facile che ci vuole”, e poi sospiro e non lo dico mai.

Il mio autobus sta passando adesso, è in ritardo. Come io con te. Sono sempre in ritardo, e chissà per quanto ancora non riuscirò ad arrivare in tempo. Sicuramente fino a quando qualcuno non arriverà prima di me. Perchè come io non sò il tuo nome, chi sei, cosa fai, come vivi, tu, di me, non sai che sono sempre quello che arriva dopo, quando ormai è tardi e che poi passa il resto del tempo a contare i rimorsi.

Comunque, anche il mio autobus è passato, ma oggi non mi serviva, credo sia il caso di andare.

Volevo solo dirti che a scrivere me la cavo meglio, la borsa era aperta, e mi sono permesso di lasciarci scivolare dentro queste due righe.

Quindi nulla, io sto andando a prendere un caffè, se non è troppo tardi, ti andrebbe di prenderlo insieme?

No, perchè forse mi sono innamorato di te.