Siamo tutti pessimisti, ed è figo.

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Siamo degli eterni pessimisti. Pensiamo sempre che tutto debba prendere la piega sbagliata prima di arrivare a pensare al contrario.

Anche gli ottimisti sono pessimisti molto spesso, o comunue sono dei pessimisti pessimi che si sono pentiti e hanno avuto coraggio o si sono solo accorti di non avere nulla da perdere. Perchè si, alla fine è un pò questo il succo dell’essere una delle due facce di questa medaglia, perchè se hai qualcosa da perdere parti svantaggiato, parti già col fiato sul collo, e pensi a prevenire o a come poter risolvere anzichè immaginare come sarebbe bello. E’ difesa, è attenzione, è stare sempre con le spalle rigide e mai rilassate, o rilassate solo in quelle volte in cui ti stanchi di pensare. E alla fine non è nemmeno brutto se ti ci abitui, che a sua volta è una cosa brutta, l’abitudine. Non sò se mi spiego.

Io ci sono nato col pensiero del “Ho il 50% delle possibilita che vada male” e non del “Ho il 50% delle possibilità che vada bene”. Ci sono anche cresciuto, e questo è il risultato, un concentrato amniotico di fottutua insicurezza, perchè poi come tutti gli altri aspetti di un carattere il pessimismo porta conseguenze. E’ un albero che mette le radici. Se ci diventi da grande forse sei in tempo, ma nel mio caso è difficile. Allora col tempo ho provato a cercare l’ottimismo nel pessimismo, ho creduto che potesse essere un buon punto d’nizio, una cura a lungo termine che avrei dovuto provare,  quindi ho inziato a pensare che alla fine pensare al peggio può essere una buona cosa se poi ti capita il meglio. Ho comnciato ad usare il pessimismo come pillola per raddoppiare la felicità. E adesso mi ritrovo a 25 anni con picchi estremi di pessimismo e picchi estremi di felicità, nessuna via di mezzo. Sto imparando.

Siamo tutti pessimisti. Ci inculchiamo in testa che sicuramente sarà un disastro, e anche se poi invece è un successo la volta dopo ripensiamo di nuovo che sarà un disastro, non impariamo mai dai successi. Anzi, per quelli che credono nel destino è addirittura inutile pensarci, tanto non sei tu che decidi, e allora se il problema non si può risolvere, perchè preoccuparsi? Appunto. anche se non crediamo che sia tutto già spinto in una direzione, dovremmo vivere come se ci credessimo. Dovremmo spingerci a non avere nulla da perdere anche se ce lo abbiamo. Anche perchè se poi perdi qualcosa per strada, la cosa figa sta nel rialzarsi, cercare le mani che ti rimettono in sesto.

Siamo tutti pessimisti, ed è una sfida fighissima il pessimismo, è strategia.

Io ad esempio sto scrivendo un libro per la prima volta, ogni volta che vado ad aggiungere qualcosa penso “io lo scrivo, ma tanto viene una merda”, poi penso anche che però se non lo faccio, in primis mi nego qualcosa che voglio fare e che amo fare, e in secundis non saprò mai se avevo ragione perchè resterebbe abbandonato su un Desktop come resterebbero a loro posto tutte le cose che ci neghiamo solo perchè “tanto va male”.

Siamo pessimisti e indecisi, è vero, e tanto va male, sicuro come la pioggia a marzo. Ma se dovesse andare bene?

Nel dubbio, conviene farlo, tanto che c’è da perdere? Al massimo, hai qualcosa in più da raccontare.

Siamo pessimisti, nati o diventati, non importa. Siamo quelli che rincorrono ogni volta una certezza, uno scalino, un pezzo di terra ferma, e che in realtà sognano da sempre di lasciarsi andare in mare aperto.

Noi stiamo bene anche così in fin dei conti. Stiamo imparando e forse ci metteremo tutta la vita.

Siamo pessimisti, che purtroppo, molto spesso significa vedere le cose con gli occhi della realtà.

Siamo pessimisti, eterni esultatori delle gioie raddoppiate, del dubbio eterno, di notti coi fari accesi sotto casa della donna che ti ha lasciato mentre pensi che stai facendo una fatica inutile perchè tanto è finita, ma che tanto sei li lo stesso, perchè quando in una cosa non ci credi, ci speri.

Siamo pessimisti, e per questo, costretti ad una vita di speranza, che ogni tanto ti porge la mano e ti dà la dose di felicità che ti spetta, e poi ti ributta nel limbo.

Siamo pessimisti, abituati, e abbiamo scoperto che possiamo giocarci, conviverci, che non è un lato negativo per forza solo perchè ha un’opposto a cui avete dato il nome di Ottimismo così, tanto perchè non avevate nulla da fare o perchè vi faceva comodo distinguervi. Che poi sarete pure in pochi, voi.

Siamo pessimisti, e non ci nascondiamo. Accettiamo la sfida, ci vediamo alla fine di queste vite.

Preparatevi.