Nelson, e i cartoccetti.

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Vorrei poter trovarmi a scrivere di quando lo incontrai quella volta, seduto e sereno in quel portico che precedeva una casa fatta di mattoni, nella periferia di Mvezo, in sudafrica, ma ahimè sono ancora troppo giovane e questa fortuna non ce l’ho avuta a differenza di molta altra gente, che 7 volte su 10, passando lo trovava lì, in braccio alla normalità. E’ inutile starvi a dire quello che ha fatto in vita sua, lo sappiamo tutti, o meglio, tutti quelli che durante l’ora di storia seguivano invece di tirarsi i fogli accartocciati, io non ero meglio, seguivo solo quando si parlava delle cose importanti, di quelle che mi interessavano davvero, e il resto delle volte finivo quaderni interi a forza di strappare fogli e tirarli, e il pomeriggio mio padre doveva andare a comprarne uno nuovo. Quando si parlava di Mandela seguivo, mi piaceva, e anche la professoressa quando raccontava ci prendeva gusto, glielo vedevi neglio occhi, e non potevi fare altro che andargli dietro, fino a che la campanella arrivava a interrompere e a indicare il cambio di materia, e staccavi la spina in un secondo e mezzo ricominciando a fare casino.Questi sono i ricordi di quando andavo a scuola, da lì in poi solo sporadicità giornalistiche. Se ne parlava al TG ogni tanto, e per il resto sapevi chi era e cosa aveva fatto, niente di più.
Poi oggi apro facebook e leggo la notizia: Mandela è morto. Non c’ho creduto subito, non ho nemmeno cliccato per leggere la notizia, oltretutto era postata da uno che alle medie era uno di quelli che non studiava mai, un pò meno di me, poca credibilità da parte della fonte quindi, e l’incredulità sottointesa dal fatto che, perlomeno da me, è sempre stato visto come uno di quelli immortali, una di quelle persone note che almeno una volta ti hanno fatto dire “questo muore dopo di me, sicuro”, poi scorrendo la home ho visto un paio di foto, da persone già un pò piu credibili e di conseguenza ho googlato “mandela wikipedia it”. Ragazzi, m’ha fatto stranissimo leggere “Nelson Rolihlahla Mandela ecc. ecc. – Johannesburg 5 Dicembre 2013″, davvero. Ho pensato pure di aver sbagliato pagina, di aver sbagliato a scrivere, “Ao! è lui”. Sono tornato su facebook per ulteriore conferma, arrivato ai post di quelli che non sanno nemmeno chi era c’ho creduto e ho ricliccato wikipedia, e già che ci stavo, visto che adesso un pò di giudizio ce l’ho, mi sono punito di tutte le ore di storia che non mi importavano passate  a tirare i cartocci al secchione, e ho cominciato a leggere, alla terza riga m’è ripresa quella cosa che mi veniva alle medie quando stavo incollato ad ascoltare, mi sono tornati in mente quelli che su facebook cinque minuti prima avevano scritto “MANDELA RIP” e quando escono di casa fanno i razzisti con gli amici perchè fa figo, e ho pensato “vabbè, ma de che stamo a parlà”.

Stamattina mi sarei voluto trovare di nuovo a scuola, con la professoressa e per compagni tutti quei capiscioni incoerenti (che non è una colpa, anche io sono incoerente, anzi, piu di loro, ma su queste cose non devi esserlo, non puoi, è davvero troppo da coglioni) alzarmi in piedi sul banco a gridargli “Aoo! Ma che cazzo ve tirate i cartoccetti!! Ma volete sta a sentì! Stamo a parlà de uno che è fico un casino! E voi ve tirate i cartoccetti!!”. Si perchè Mandela era fico dai, partendo dal fatto che per me uno che è stato in galera mezza vita normale per le sue stesse motivazioni si merita la colazione a letto tutti i giorni, minimo, e poi perchè questo è uno che è partito da una tribù che non c’aveva niente e ha stravolto l’esistenza di tutti, pure nostra. E’ la prova esatta che se parti da zero e c’hai le palle e gli ideali le cose le cambi. E invece no, quei cojoni mentre si parlava di cose serie si tiravano le cose, e se stiamo nella merda oggi, forse è anche perchè tanta gente invece di prendere esempio si divertiva in altri modi. Per carità, io ascoltavo e non ho cambiato nulla comunque, ma a me la storia di quest’uomo in qualche modo m’ha direzionato la vita, e forse se la direzionava pure a loro oggi magari stavamo tutti guardando nella stessa direzione e qualcosa sarebbe andato meglio di com’è adesso, questo lo dico col beneficio del dubbio, ovviamente. In ogni caso, se siete arrivati fin qui, e eravate quelli che tiravano i carticcetti, forse stiamo ancora in tempo, perchè tardi non è mai per cambiare la visione delle cose, e le cose dovrebbero essere ben diverse da adesso, lo sappiamo tutti, anche se proclamiamo rivoluzioni dal divano, me per primo, e mandiamo avanti gli altri. Non faccio morali, ma dico solo che oggi mi sono accorto sul serio che anche le persone immortali non lo sono, e le cose che ti lasciano te le devi prendere prima, come quando mio padre mi dice “ricordate che io nun campo sempre”, è un pò questo il concetto per me, teniamocele strette certe cose e non ci distraiamo, sia in grande che in piccolo, perchè questi sono miti che resteranno comunque, ma un conto è viverli come abbiamo potuto fare noi, un conto è sentirseli raccontare come dovranno fare i nostri figli.

“Poi fate come ve pare, che ve devo dì, continuate a tiravve i cartoccetti, tanto è solo morto uno che ha cambiato il mondo, che ce frega, mica sò finiti i fogli”Image

Ho scoperto il guerrigliero, avvocato della difesa degli ultimi, rivoluzionario, carcerato, premio nobel e presidente. Un grand’uomo che oggi intristisce il mio cuore e lo fa piangere,ho sempre pensato”ma quanto so stati lunghi 26 anni in carcere?” bastava rinunciare alla lotta armata,ma non l’hai fatto perché credevi nelle tue idee. Sei stato un punto fermo e di grande ispirazione e lo rimarrai. Ciao Madiba! (cit)